lunedì 15 settembre 2008

CUBA - L'Avana 3

Sabato 23 Agosto

Colazione e conti con la signora Giusy perchè lei la sera esce presto. Lei un tesoro.. si congeda con baci e abbracci e ci regala anche una confezione di caffè a testa. Che carina! Partiamo per il nostro ultimo giro all’Avana. Incredibilmente riusciamo a prendere un taxi cumulativo senza l’aiuto di Ariel (un altro macchinone anni 30) perché fermatosi per caricare dei cubani che non vanno nella sua direzione decide di ripiegare su di noi che siamo proprio lì a portata di mano. E così arriviamo davanti al Campidoglio in un attimo. Visto che siamo lì passiamo dalla fabbrica dei sigari che durante il viaggio a Cuba di qualche anno prima non eravamo riusciti a visitare. E anche questa volta niente. Il sabato chiude prestissimo. Delusi percorriamo il viale alberato ….. per raggiungere il Museo della Rivoluzione. Visita al museo che è Facciamo pranzo nel burrificio di Plaza Veja dove il giorno prima avevamo notato degli ottimi hamburger. Ancora un giretto e poi rientro in stanza in tempo per la cenetta.

CUBA - L'Avana 2

Venerdì 22 Agosto

Colazione mica tanto pequeña (il succo è davvero ineguagliabile) e via per le strade dell’Avana. Alla ricerca di un mezzo economico finisce che ci ritroviamo di nuovo a percorrere la strada a piedi fino all’Habana Veja. Nel nostro tragitto troviamo una cabina telefonica e chiamiamo Ariel per disdire la cena (avevamo dimenticato di aver già preso impegno con la signora della casa) e darci appuntamento alle 4 per un aperitivo. Facciamo il giro turistico proposto dalla nostra guida toccando Bodeguita del Medio (sarebbe molto carina se non fosse per la calca dei turisti dei tour organizzati cha la invadono), Cattedrale e relativa piazza (molto caratteristica… ma la sera è molto di più suggestiva), ……. Plaza Veja dove ci fermiamo a berci una birra in un birrificio dove stanno suonando musica dal vivo. Da lì ci dirigiamo verso il Campidoglio, per arrivare in tempo all’appuntamento con Ariel, passando da una strada non proprio raccomandata… bellissima però. Si vede la vera e propria vita degli avaneri. Gente che fa la fila al banco alimentare, gente che lavora e gente seduta per strada. Tutti ci guardano come una mucca guarda un treno…. forse non sono soliti vedere turisti che passeggiano così serenamente. Arrivati alla piazza del Campidoglio ci fermiamo a riposare ascoltando la musica che arriva dalle finestre di un palazzo di fronte… c’è un gruppo che sta provando. Arrivano Ariel che è felice di rivederci e omaggia Alessandro di una decina di sigari. Con lui ci dirigiamo verso il Vedado e con lui riusiamo incredibilmente a prendere uno dei taxi collettivi per cubani, ossia uno di quei macchinoni anni 30… che emozione! Paghiamo 1 euro scarso per 3. Ci porta in un bar nei pressi di dove alloggiamo per gustare il miglior mojito della zona. Dopo un’altra lunga chiacchierata ci concediamo e con Ale si danno appuntamento per comprare i sigari. Doccia e Ale esce per raggiungere Ariel, io rimango in camera a riposarmi un po’. Speriamo che ritorni! J Ritorna con due scatole piene di Cohiba … che profumo! Stasera ceniamo in casa, solita zuppa di fagioli e pollo in umido. Tutto buono, soprattutto le banane fritte! Usciamo a farci una passeggiata e ascoltiamo un po’ di musica lungo il Malecon. Caratteristico il Malecon la sera. Qui si danno appuntamento dalle famigliole agli innamoratini e tutti sembrano disinteressati al rischio di farsi lavare dalle onde che superano il muretto arrivando fino alla strada.

CUBA - L'Avana 1

Giovedì 21 Agosto – Partenza per L’Avana

Sveglia all’alba perché alle 7:30 parte il bus. Questa volta però abbiamo prenotato (notare che la prenotazione consiste nell’essere scritti in una pagina bianca senza una data e un’ora… ma incredibile loro riescono a capire. Vabbè non ci facciamo domande che è meglio!) quindi basta arrivare alle 7 per poter fare il biglietto. Partiamo e arriviamo in orario nella capitale. Nonostante non ci avessero detto nulla arrovato alla stazione dei bus dell’Avana troviamo ad attenderci il solito cartello con il nostro nome. La casa che ci hanno riservato però è lì vicino e quindi lontano dai punti di nostro interesse. Chiediamo di andare più vicino al centro e dopo una telefonata ci dirottano nel Vedano. Arriviamo con un taxi e la signora che ci aspetta ci dirotta a sua volta perché è al completo. Finiamo in una casa semi autorizzata, nel senso che per fare dei lavori e quindi per pagare meno tasse, ha dichiarato allo stato che ospiterà solo persone Cubane. Questa esperienza ci mancava! Contrattiamo sul prezzo, visto che è un po’ più caro rispetto alle altre sistemazioni e otteniamo una colazione pequeña compresa nella cifra. La signora è molto ospitale e come lei la nonna 84enne che corre in giro per casa e ascolta musica a tutto volume come fosse una ragazzina, incredibile, e la signora delle pulizie che al ritmo di salsa ci racconta di essere una ottima ballerina. Dopo un riposino ci dirigiamo verso il centro passando dall’Hotel Habana Libre per vedere le storiche foto di Fidel al tempo della rivoluzione e intanto che ci siamo per fare la pipì, dopo una sosta nell’agenzia di Cuba Tour per prenotare 3 notti di Todo Incluido a Varadero. Passiamo dall’Università a cui un poliziotto ci nega l’accesso, non capiamo bene il perché. Proseguiamo verso il Malecon (il lungo mare dell’Avana) e lo percorriamo tutto fino ad arrivare in Habana Veja. Circa 6/7 chilometri a piedi. Non paghi facciamo ancora un giro fino alla piazza della Cattedrale. Molto bella! Da lì con un Coco ci dirigiamo verso casa (caspita quanta strada che abbiamo percorso!), per raggiungere un localino indicato dalla guida che si trova proprio nell’isolato dopo. Gira e rigira per le strade scopriamo che il locale è chiuso. Nella zona non c’è molto e quindi ci ritroviamo a mangiare un panino in un bar. Qui conosciamo Ariel un cubano con cognato italiano e con tanta voglia di chiacchierare…. proprio tanta. Dopo due ore di tante parole riusciamo a congedarci da lui e stravolti andiamo a dormire con la promessa di trovarci il giorno dopo per cenare insieme.

CUBA - Trinidad 2

Mercoledì 20 Agosto – Trinidad e Playa Ancon

Oggi giornata di mare. Sveglia, colazione e cambio moneta e siamo pronti per partire. Aimè per 10 minuti è troppo tardi per il bus per Playa Ancon e quindi contrattiamo con un Coco Taxi 5 CUC andata e 5 al ritorno. Con questo sofisticato mezzo (è un casco gigante montato su una sorta di Ape) ci sono voluti circa 30 minuti per percorrere 12 chilometri. Però arriviamo a destinazione soddisfatti per aver ammirato il panorama. La spiaggia una meraviglia, palme e sabbia bianca e farinosa, peccato che sia stata deturpata dal passaggio della tempesta e ci si è presentata con uno strato di alghe morte di 30 cm davanti al bagnasciuga e con un’acqua marrone… si si proprio MARRONE. Così niente bagno. Ci ripariamo sotto una palma perché il sole è cocente e perché io ho dimenticato la crema solare in stanza. E così la sera ci ritroviamo come due aragoste…. stasera si mangia pesce… non si sa mai che Elbis decida di dividere noi a metà come ha fatto la sera prima con quelle due creaturine marine che hanno riempito i nostri avidi stomaci! Prima di cena Elbis si ferma ancora a chiacchierare con noi e ci prepara il cocktail locale, la Canchanchara, miele e lime (Elbis specifica: vero lime di Cuba non limone italiano come nei locali) sommersi da tanto rum… tanto che fatichiamo a tirarci su dal dondolo per raggiungere la tavola pronta per la cena. E’ davvero una brava persona il nostro padrone di casa, con una gran bella famiglia. Dopo cena saldiamo i conti perché la mattina dopo la partenza è sul presto e ci congediamo dalla famiglia, dopo aver donato pantaloni e maglia di Ale con somma felicità del figlioletto Carlos. Come la sera precedente ci gustiamo un po’ di musica cubana alla Casa della Musica e poi un po’ storditi dal sole, un po’ dal rum, ce ne andiamo a nanna.

CUBA - Trinidad 1

Martedì 19 Agosto – Trinidad Finalmente si parte per Trinidad. Alle 10, dopo una bella colazione, partiamo con il cognato di Bertha (il tizio che ci era venuto a prendere con il mezzo scassato) che ci accompagna alla stazione degli autobus o per lo meno nei pressi… non si può mica far vedere… è abusivo! Il nostro autobus parte alle 12. Come al solito l’attesa è lunga… ma non avendo prenotato ci tocca! Un paio di ore di viaggio in cui abbiamo modo di constatare i guai portati dalla tempesta tropicale (… il mare è MARRONE!) e arriviamo a destinazione. Alla stazione degli autobus di Trinidad troviamo ad attenderci una marea di gente che propone sistemazioni per la notte. Ma noi abbiamo già il nostro personale cartello con scritto “Lucia Y Alexandro”. E’ Elbis (non Elvis… Elbis come lui specificherà con relativa mossa di bacino) il proprietario della casa dove alloggeremo che, accompagnato da un vecchietto con carretto che trasporterà le nostre valigie per le vie acciottolate del paese, ci aspetta per accompagnarci nella nostra stanza. Arrivati alla casa c’è ad aspettarci Mercedes (la moglie) con un fantastico succo di frutti tropicali fresco fresco…. e come si fa a dirgli di no. Che Montezumo abbia pietà di noi e non ci abbatta con la maledizione del cagotto! Una rinfrescatina e si parte per un giretto nel paese. Vediamo in fretta tutto quello che c’è da vedere, perché il paesino è molto piccolo ma si rivela degno della sua fama. E’ davvero molto caratteristico. Unico neo gli scocciatori che ti propongono e chiedono di tutto di più fino alla nausea. Torniamo a casa e con sigaro e libro alla mano ci piazziamo sui dondoli nel patio della casa a rilassarci un po’. Dopo poco ci raggiunge Elbis con cui scambiamo quattro chiacchiere su come si vive a Cuba e che nel frattempo ci offre un frutto mai visto prima, appena raccolto dall’albero che copre le nostre testoline. Naturalmente il nome non lo ricordo, comunque era davvero ottimo! In un batter d’occhio è pronta la cena. LUCULLIANA! Una aragosta a testa che a mala pena riusciva a stare nel piatto tanto, preceduta da zuppetta di pesce e seguita da dolce fatto in casa. La serata la terminiamo alla Casa della Musica dove ascoltiamo dell’ottima musica accompagnata da un Cuba Libre e ci dilettiamo con qualche salsa. Io più di Alessandro visto che sono stata invitata a ballare da un signore che con estrema galanteria gli ha prima chiesto il permesso.

CUBA - Cienfuegos 3

Lunedì 18 Agosto

Oggi è previsto il trasferimento a Trinidad. Facciamo colazione e dopo una chiacchierata con Bertha, che ci spiega di aver sentito la casa particular di Trinidad che l’ha informata del fatto che il passaggio della tempesta tropicale ha causato la mancanza di corrente in paese, su suo consiglio decidiamo aimè di fermarci ancora un notte a Cienfuegos. Il fatto è che avendola visitata già tutta non sappiamo che fare e inoltre il tempo non aiuta visto che piove.

CUBA - Cienfuegos 2

Domenica 17 Agosto – Cienfuegos e Rancho Luna

Solita colazione a base di frutta, uova e caffè e pronti per uscire. Ci dirigiamo verso il centro e ci imbattiamo nella sfilata di carnevale dei bimbi. Molto carina. Poi cominciamo la disperata ricerca di un taxi che ci porti a Rancho Luna, la spiaggia più vicina che comunque si trova a una 20ina di km. Non se ne trova uno… nessuno lavora oggi, è domenica ed è pure festa. Ci dirigiamo verso Punta Gorda, l’estremità ovest della città che corrisponde con la punta della penisola. Lì cominciamo a notare che stanno mettendo dei pannelli di legno alle finestre dei palazzi. Sarà che sta arrivando un uragano? Incuranti ci fermiamo a mangiare pesce in un localino vista mare. Usciti di lì sul ritorno vediamo un taxi e ci accordiamo per il trasporto fino alla spiaggia di Rancho Luna e per il ritorno alle 6. Passiamo un sereno pomeriggio in spiaggia ammirando i cubani al mare che trincano intere bottiglie di rum facendosi il bagno e giocano a un gioco con il pallone che prevede la fustigazione tramite pallonata di chi sbaglia. A rimetterci sarà sempre un povero nonnino un po’ alticcio. Alle 5 ci stufiamo, ci rivestiamo e cominciamo a incamminarci al bar dove troviamo già ad attenderci il tassista che vuole andar via un po’ prima perché sta arrivando la tempesta tropicale. E quindi presto andiamo via. Durante il tragitto, più o meno a metà strada, il nostro taxi però ci abbandona, nel senso che si ferma e non ne vuole sapere di ripartire, nonostante i tentativi dell’autista di ponticellare i cavi con dei cavetti di legno. Naturalmente avevamo preso uno di quei mezzi scassatissimi, molto probabilmente non autorizzati. Alessandro dopo aver guardato nel cofano dove non compariva nessuno di quei componenti essenziali di un motore ancora ora si chiede come potesse camminare. Insomma fermi su un ponte con l’arrivo di un uragano abbiamo cominciato a temere il peggio. Dopo una mezz’oretta passa un’auto che si ferma e dopo una chiacchierata con il nostro autista ci carica, scopriamo solo dopo che non era un buon samaritano ma bensì un tassista abusivo che oltre a due del posto si è offerto di caricare anche noi. Così, oltre aver sborsato i soldi al tizio appiedato perché ci spiaceva mollarlo lì, abbiamo dovuto pagare anche lui. E vabbè! L’uragano comunque non è arrivato. C’è stato soltanto un po’ di vento “banano” (come lo definiscono Alberto e Bertha, i proprietari della casa dove alloggiamo) seguito durante la notte da un forte temporale.